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SABATO 6 E' STATO OCCUPATO LO SPAZIO SOCIALE DI VIA AZZO GARDINO 61
BOLOGNA CERCA SPAZIO PER L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE
Abbiamo deciso di aprire alla città uno spazio,
di proprietà pubblica,
chiuso da anni e inutilizzato, perché riteniamo che, soprattutto
ora,
dopo l'approvazione della Legge Gasparri e gli attacchi alla libertà
di
informazione da parte del Governo sia necessario da parte del
movimento, quindi da parte dei cittadini, riappropriarsi di uno spazio
in cui
sia possibile produrre comunicazione e informazione indipendente.
Quello che era in passato il Dopololavoro dei Monopoli di Stato da oggi
diventerà un'Officina dei saperi, un luogo dell'informazione libera
contro il monopolio e lo strapotere dell'informazione di Regime.
Sarà uno spazio teso a favorire l'interazione e la comunicazione
tra
individui di età, idee e colori diversi.
Sarà uno spazio sia fisico che mentale, libero e liberato.
Sarà uno spazio di azione e discussione, di produzione di senso
e
produzione di materiali.
Sarà uno spazio dove si comunicherà con le tecnologie come
con le
parole e con le facce, dove si informerà e si verrà informati,
dove di
cercherà di fare interagire gli uomini e le donne che vivono a
Bologna, che
sono nati a Bologna o nel resto del mondo.
Sarà uno spazio dove si parleranno lingue e linguaggi diversi.
Cercheremo di farlo diventare uno spazio accogliente dove si potrà
intervenire in un'assemblea o seguire la presentazione di un libro, dove
progettare la città che vogliamo e dove cercheremo di realizzarla.
Vorremmo che fosse uno spazio per tutte e per tutti, dove progetti politici,
sociali e culturali diversi potranno contaminarsi, dove si sperimenti
il capirsi e il parlarsi reciprocamente, uno spazio che si apra alla
città e dove la città troverà spazio.
UN MEDIA CENTER
La nostra idea è quella di realizzare un vero e proprio Media Center,
un luogo in cui tutti, se lo vogliono, potranno essere mediattivisti,
anche solo per un ora, dove con mediattivista si intende colui che fa
informazione attraverso il proprio vissuto e la propria esperienza
personale, colui che dà la notizia mentre la vive. Ma dove con
mediattivista
si auspica anche una figura che non stia principalmente sulle notizie
"calde" , ma come peraltro già spesso avviene, diventi
anche un soggetto
che fa inchieste.
Questo progetto nasce dall'esigenza di amplificare, potenziare e
mettere in relazione le varie realtà di comunicazione alternativa
e
indipendente presenti sul nostro territorio e non solo.
Vorremmo che la sua nascita desse vita a molti altri progetti di
comunicazione. Eccone alcuni:
L'Agenzia, il luogo dove si riceve e diffonde l'informazione
proveniente dalle varie realtà di comunicazione indipendente. Un
"amplificatore"
che riverbera sui mezzi di comunicazione già esistenti. Un primo
passo
verso la creazione di reti tra le varie realtà di comunicazione
indipendente che operano sulla carta stampata, via radio, etere, web,
etc etc.
La Redazione-Antenna, un nuovo strumento di informazione,
molto più
della semplice somma delle realtà già operanti nella comunicazione
indipendente, e che di fatto vuole conquistare maggiore visibilità
e nuovi
spazi per l'informazione-comunicazione proveniente del movimento.
Il Media-Lab, uno spazio fisico accessibile a tutti i cittadini,
con
particolare attenzione ai cittadini migranti, dotato di strumenti tecnici
(postazioni di montaggio, accesso alla rete, telecamere etc.), dove si
possa produrre e diffondere informazione indipendente.
Il Capolinea del Media Bus, vettore della comunicazione
itinerante, che
visiterà centro e periferie della città, portando l'esperienza
dei
tavoli sulla sanità, sui migranti, sull'ambiente, sulla scuola,
sulla casa
nei quartieri, che raccoglierà le sollecitazioni dei cittadini,
che
darà la possibilità ai cittadini di interagire e comunicare
con il
movimento.
E poi ancora: incontri, convegni, seminari, laboratori di
sperimentazione di nuove modalità comunicative.
UN PROGETTO NON NATO OGGI
La storia della comunicazione indipendente in questa città è
lunga e
articolata.
Bologna è la città dove in questi anni, più che da
altre parti, si è
sviluppato il fenomeno del mediattivismo, modello di fare società
e
peculiare pratica di partecipazione della società civile. E' da
noi che è
nata la prima tv di strada, per poi prendere corpo un vero e proprio
circuito. Gli spazi autogestiti hanno tutti sviluppato interessanti
progetti comunicativi. Bologna vede da anni la presenza di organi di
informazione legati al movimento come le Radio diventate la spina dorsale
del
circuito Radio Gap o di alcuni giornali. Un sito come
contropiani2000.org, oggi www.bologna.social-forum.org,
è uno dei più visitati dagli
attivisti "no-global". Dal Forum sociale europeo di Firenze
ha iniziato a
camminare anche un network della comunicazione alternativa come Acabnews.
UNA PROPOSTA ALLA CITTA'
Con l'apertura di questo spazio di libertà intendiamo salvaguardare
un
elemento di democrazia nel campo della comunicazione. La nostra è
anche
una sollecitazione nei confronti del potere pubblico locale affinché
si
metta al servizio della proliferazione di unità di produzione civica
indipendente:
- bisogna mettere a disposizione risorse e strumenti di interazione non
centralizzati;
- l'esperienza del mediattivismo costruisce le condizioni sociali e
produttive a partire dalle quali diviene possibile proporre alle
istituzioni pubbliche di fare il proprio dovere democratico, che non è
quello di
parlare al posto dei cittadini, e meno che mai è quello di consentire
a
gruppi di prepotenti di invadere e privatizzare lo spazio pubblico, ma
è quello di permettere ai cittadini di esprimersi, di comunicare,
di
creare nuclei di attenzione, punti di attraversamento mediatico;
- la comunicazione é uno spazio pubblico e come tale un diritto,
come
lo è la formazione di base e la sanità. I cittadini hanno
diritto di
usufruire degli spazi comunicativi come utenti, ma anche come produttori;
- le istituzioni pubbliche (Comuni e Regioni in primo luogo) debbono
garantire ai gruppi del mediattivismo socialmente diffuso e alle fonti
informative che non hanno distribuzione, di avere gratuito accesso
all'etere, e alla banda larga digitale. Le istituzioni pubbliche locali
possono farlo. Il suolo nel quale le aziende private di cablazione
depositano i loro cavi è un suolo pubblico, e la legge prevede
che le
istituzioni pubbliche detengano la proprietà e l'utilizzo di una
parte della
larghezza di banda.
Il nostro futuro è in costruzione e chi vuole costruirlo con noi
è il
benvenuto.
per info: viazzogardino@comodino.org
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