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La Razon
Protesta suicida contro Mohamed VI
Una ventina di universitari nonvedenti in sciopero
bevono veleno e sispruzzano di benzina per chiedere aiuti a colui
che fu chiamato re deipoveri dopo la sua incoronazione
Pedro Canales Rabat - La tragedia dei giovani universitari, ciechi
e in sciopero, chehanno cercato di suicidarsi in pubblico a Rabat
di fronte alla sede delConsiglio dei Diritti Umani, ha scosso
la società marocchina, di fronte alvuoto della propaganda
ufficiale che vuole presentare un regime sensibilealle classi
diseredate del Regno. I 60 nonvedenti, che erano riusciti congrandi
sforzi e alcuni aiuti a finire luniversità, si sono
trovatiall'improvviso di fronte alla realtà, un orizzonte
chiuso ed un Governoincapace di far fronte alla problematica sociale.
Una prima azione diprotesta, realizzata nel mese di gennaio davanti
alla sede del Ministerodella Famiglia, dell'Infanzia e degli Handicappati,
dopo sei anni dimobilitazione parziale, non ha dato nessun risultato.
I giovani, ciechi ocon gravi deficit visivi , hanno allora deciso
di inasprire il tono dellaprotesta arrivando, se necessario, fino
allestremo. Disperazione Ai primi di febbraio si sono raggruppati
nella piazza Mellilla di Rabat, difronte alla sede del Consiglio
Consultivo dei Diritti Umani, un organismogovernativo che pretende
di essere la scatola di risonanza delleindisposizioni popolari
e che il Governo utilizza con fini propagandistici.I diplomati
in sciopero e nonvedenti hanno iniziato a gridare slogan perfarsi
coraggio e urlare la loro disperazione. Nel calore della protestacollettiva,
un primo gruppo ha ingerito un potente veleno topicida derivatodell'arsenico
e facile da trovare nei mercati popolari. Circondati dallapolizia,
i ciechi hanno rifiutato di disperdersi. Un altro gruppo ha bevutobenzina
e spruzzato i vestiti, con la ferma intenzione di immolarsicollettivamente
e pubblicamente. Alcuni militanti dell'AssociazioneMarocchina
dei Diritti Umani (AMDH), indipendente e molto critica verso leviolazioni
dei diritti e della libertà in Marocco, si sono uniti agliuniversitari
per unirsi volontari all'azione suicida. In vista dellatragedia
che si avvicinava, i servizi della Protezione Civile hanno inviatomezza
dozzina di ambulanze per portare con la forza i manifestantiall'ospedale.
L'Associazione di Difesa del "collettivo dei diplomati insciopero
ed nonvedenti", ha emesso un comunicato nel quale informa
che sonostati 20 i manifestanti che hanno bevuto il veleno. Il
Collettivo inprotesta afferma che continuerà le sue azioni
fino a che i suoi legittimidiritti saranno rispettati. In Marocco
non esistono istituzioni ufficiali diaccoglienza per i collettivi
di handicappati, di bambini abbandonati, dimadri celibi, o semplicemente
di poveri o mendicanti. Alcuni organizzazioninon governative,
come l'Organizzazione Alauí per la protezione dei ciechi(OAPAM),
o l'Unione marocchina dei ciechi, vivacchiano grazie alle donazioniprivate
o agli aiuti dei paesi occidentali, tra cui la Spagna. L'OAPAMguidata
dalla madre del principe Mulay Hicham, il cugino discolo del reMohamed
VI, la giordana Lalla Lamia Solh, ha aperto in varie città
centrisocio-educativi ed una biblioteca specializzata per cieche.
Le diversefondazioni create da Mohamed VI per fare di fronte a
questo problemasociale, si mostrano impotenti davanti all'abbandono
delle autorità.
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