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IL MAROCCO LASCIA PRODI NEL DESERTO
Incognita Sahara sulla missione in Marocco di Romano
Prodi, prevista per il 22 e 23 novembre d'intesa con la Confindustria
e quarta tappa (dopo Tunisia, Algeria ed Egitto) del suo tour
in Africa del Nord per incentivare i rapporti bilaterali con l'Italia.
Sulla visita del premier a Rabat, infatti, penderebbe l'irritazione
del re, Mohammed VI, a causa del voto espresso da un rappresentante
del governo italiano all'Onu lo scorso 13 ottobre a favore di
un documento inviso al Marocco. Il documento raccomandava il rispetto
della risoluzione 1495 del 2003, mirante a risolvere l'annosa
questione del Sahara Occidentale (occupato di fatto dal Marocco
nel 1975) attraverso l'autodeterminazione del popolo saharawi.
Il voto nel quarto comitato delle Nazioni Unite per la decolonizzazione
ha visto 76 voti favorevoli (tra cui l'Italia), 72 astenuti (tra
cui Stati Uniti, Francia e Spagna) e nessun voto contrario. La
posizione dell'Italia non sarebbe stata gradita dal sovrano, disposto
a incontrare il leader degli industriali, Luca Cordero di Montezemolo,
ma non il presidente del Consiglio. Lo staff di Palazzo Chigi
sta cercando di ricucire i rapporti, ma in caso di insuccesso
si preferirebbe rimandare la missione, motivando la decisione
con la necessità di preparare meglio l'incontro bilaterale
Italia-Francia, in programma a Lucca il 24 novembre.
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