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RISOLUZIONE FINALE 30° EUCOCO
26,27,28 novembre 2004 a Saragozza (Spagna).
Alla 30a Conferenza dei Comitati di sostegno al popolo
Sahraui (EUCOCO) hanno partecipato più di 400 delegati provenienti
da 17 paesi: Algeria, Germania, Spagna, Italia, Francia, Belgio, Gran
Bretagna, Austria, Svezia, Svizzera, Danimarca, Finlandia, Olanda, Sudafrica,
Lussemburgo, Norvegia, Mauritania.
La Conferenza ha accolto, durante la cerimonia di apertura,
Mohamed Abdelaziz, Presidente della RASD e Segretario generale del Fronte
Polisario, accompagnato da una importante delegazione sahraui composta
da membri del governo e del parlamento e da alti responsabili del Fronte
Polisario e delle associazioni sahraui dei giovani , delle donne e per
i diritti umani. Va notata anche la partecipazione significativa di una
folta delegazione algerina comprendente il Comitato nazionale algerino
di amicizia con il popolo sahraui, senatori, eletti di enti locali, sindacalisti
e rappresentanti della società civile e dei movimenti associativi.
I partecipanti alla 30a Conferenza hanno ascoltato un discorso
chiaro e risoluto del Presidente Abdelaziz, che ha ribadito la determinazione
del popolo sahraui a lottare senza sosta fino alla completa soddisfazione
dei suoi legittimi diritti a costruire sul proprio suolo uno Stato libero
e democratico. Dopo aver ascoltato le relazioni e i rapporti del senatore
Pierre Galand, presidente dell'EUCOCO, del Ministro Mohamed Sidati, di
Carmelo Ramirez, presidente della FEDISSAH, la Conferenza ha constatato
il blocco frapposto dal Marocco alla soluzione patrocinata dalla comunità
internazionale, e cioè il "Piano di pace per l'autodeterminazione
del popolo del Sahara Occidentale", convalidata dalle risoluzioni
1495 e 1570 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, di cui le
autorità marocchine rifiutano la messa in opera tramite ogni genere
di manovre dilatorie.
In questo quadro, la Conferenza ha preso nota della sincera
disponibilità del Fronte Polisario a rispettare la legalità
internazionale, smascherando così di fronte all'opinione pubblica
la cattiva volontà marocchina di conformarsi alle decisioni dell'ONU.
A tal fine la 30a Conferenza fa appello al Segretario generale e al Consiglio
di Sicurezza per l'urgente applicazione delle risoluzioni delle Nazioni
Unite.
Allo scopo di raggiungere tale obiettivo, la Conferenza si rivolge all'Unione
Europea, all'Unione Africana, ai Parlamenti dei diversi paesi e al Parlamento
Europeo per chiedere loro la rapida messa in opera del Piano di Pace e
permettere così al popolo sahraui di decidere democraticamente
e liberamente del proprio destino.
La Conferenza registra con rammarico e denunzia la posizione
francese rispetto alla questione sahraui.
I partecipanti alla 30a Conferenza deplorano fortemente
le ambiguità della politica del Governo spagnolo nei confronti
del conflitto nel Sahara Occidentale, il ritardo ad appoggiare chiaramente
e sinceramente l'applicazione del Piano di Pace per l'autodeterminazione
del popolo sahraui, senza alcuna modifica, qual è stato definito
dalla risoluzione 1495 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
In tal senso la Conferenza chiede al Governo spagnolo di
adempiere totalmente alle sue obbligazioni storiche, morali e politiche
nei confronti del popolo sahraui sostenendo lealmente il rispetto del
diritto inalienabile del popolo sahraui all'autodeterminazione per mezzo
di un referendum democratico nel quadro del Piano di Pace dell'ONU.
La Conferenza ha preso conoscenza dell'incontro del 26
novembre 2004 tra il Presidente Mohamed Abdelaziz e il presidente del
governo spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero e spera che ciò
segni uno sviluppo positivo della posizione dello Stato spagnolo verso
il popolo sahraui e il suo inalienabile diritto all'autodeterminazione.
I partecipanti alla 30 Conferenza chiedono al Governo spagnolo di non
facilitare o incoraggiare alcuna iniziativa che possa legittimare l'occupazione
illegale del territorio del Sahara Occidentale e la rapina delle sue ricchezze
naturali.
Dopo aver preso atto delle conclusioni dei gruppi di lavoro,
la 30a Conferenza denuncia le violazioni generalizzate dei diritti umani
nei territori occupati. I partecipanti esigono una chiara condanna di
tale situazione nonché la cessazione immediata di tali violazioni
e la protezione urgente delle popolazioni.
La 30a Conferenza ha altresì sottolineato le azioni
di prospezione e lo sfruttamento illegale delle risorse naturali del Sahara
Occidentale. Denunzia vigorosamente questi atti di spoliazione ed esige
che sia fatto cessare ogni programma o ogni negoziato e concessione di
sfruttamento.
La Conferenza ha inoltre registrato l'insufficienza dell'aiuto materiale
e umanitario accordato ai rifugiati sahraui. I partecipanti si mobilitano
per ottenere l'incremento di tale aiuto ai rifugiati al fine di garantire
loro, in maniera degna, una vita decente. In tal senso lanciano un appello
pressante alle agenzie specializzate dell'ONU, dell'Unione Europea e dei
paesi donatori.
Oltre alla sicurezza alimentare dei rifugiati sahraui, i partecipanti
si sono preoccupati delle condizioni di salute, delle possibilità
e della qualità dell'educazione e dell'informazione. Si sono preoccupati
di un'autentica promozione della cultura sahraui per migliorare le condizioni
di vita dei rifugiati.
La 30a Conferenza saluta con rispetto la lotta delle donne
sahraui, che costituiscono il perno centrale della vita sociale e professionale
e rende omaggio al loro coraggio e alla loro capacità. I partecipanti
salutano ugualmente la gioventù sahraui e il suo ruolo determinante
nel processo di liberazione nazionale, così come l'abnegazione
e il senso del dovere dei lavoratori sahraui nella resistenza all'occupazione
marocchina. La 30a Conferenza chiede che siano esplorate tutte le strade
e i mezzi per la promozione e le protezione di queste tre componenti del
popolo sahraui.
La 30a Conferenza prende atto delle proposte dirette alla
ristrutturazione delle sue attività, programmando per il 2005,
otto attività prioritarie da organizzare in paesi diversi, il cui
coronamento si dovrà tradurre alla fine dell'anno 2005 nello svolgimento
di una Conferenza internazionale e intercontinentale.
Il ruolo della Task Force in tale ristrutturazione è essenziale
e dovrà essere riprecisato unitamente all'eventuale istituzione
di un comitato ristretto di coordinamento e controllo.
Alla fine, i partecipanti hanno messo a fuoco le seguenti
conclusioni :
o L'esigenza di permettere l'esercizio immediato da parte del popolo sahraui
del suo diritto a un referendum di autodeterminazione tramite la rapida
applicazione del piano di Pace dell'ONU nella sua interezza, esercitando
le pressioni adeguate sul Marocco e sugli Stati che lo sostengono
o La messa in opera di una strategia diretta ad un'ampia politica di informazione
e di comunicazione attorno alla questione del Sahara Occidentale
o Lo sviluppo costante di una efficace solidarietà multiforme e
multidimensionale con il popolo sahraui.
La 30a Conferenza saluta la fermezza costante dell'Algeria
nell'esigere il rispetto del diritto all'autodeterminazione del popolo
sahraui, e si congratula con il Sudafrica per il riconoscimento ufficiale
della RASD.
La 30a Conferenza ha ricevuto un messaggio del Segretario
generale dell'ONU, che si rammarica, per problemi di agenda, di non essere
in grado di assistervi.
I partecipanti alla 30a Conferenza si congratulano con
i comitati di sostegno al popolo sahraui di Saragozza e dell'Aragona,
in particolare con l'associazione Um Draiga, per la perfetta organizzazione
dei lavori. Li ringraziano per la cordialità dell'accoglienza e
per le testimonianze di amicizia con cui sono stati circondati.
Viva la lotta del popolo sahraui per il suo diritto
all'autodeterminazione
Viva il Fronte Polisario
Viva la solidarietà internazionale
Le risoluzioni finali dei diversi atelier di lavoro sono disponibili su
ARSO .Vedere anche le notizie di SPS e la rivista della stampa di Sahara-Info
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