I difensori dei diritti umani sahraui.
Appello urgente all'opinione internazionale.

Lo Stato marocchino ha compiuto recentemente uno dei più pericolosi passi nel campo delle violazioni dei diritti umani, procedendo alla deportazione camuffata di alcune diecine di sindacalisti attivisti dei diritti umani.
Questo atto repressivo ha colpito finora una cinquantina di insegnanti, che esercitavano la loro professione in diverse città del Sahara Occidentale e del sud del Marocco.
Questi insegnanti sono stati trasferiti, loro malgrado e in violazione flagrante delle disposizioni che regolano i trasferimenti in seno al Ministero dell'Educazione marocchino, in città dell'interno del Marocco Questa decisione discriminatoria si verifica oggi a coronamento di un processo repressivo il cui scopo è quello di ridurre i sahraui al silenzio allontanando dalla regione ogni attivista sindacalista, sia o non militante dei diritti umani. Processo già iniziato due anni fa con le campagne di repressione contro i militanti della sezione Sahara del Forum Vérité et Justice.
In tal modo e nel momento in cui il movimento per i diritti umani si aspettava che lo Stato marocchino facesse un concreto progresso nella regolarizzazione dei problemi concernenti le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate nel corso dei decenni passati, la macchina repressiva marocchina passa ad una marcia più rapida, in un silenzio mediatico senza precedenti, dimostrando ancora una volta che i discorsi ufficiali marocchini sulla democrazia e sullo stato di diritto non sono altro attualmente che una grande menzogna.

Pertanto noi, difensori dei diritti umani nel Sahara Occidentale:
Condanniamo ogni forma di repressione sistematica praticata dallo Stato marocchino contro gli attivisti dei diritti umani sahraui, dalla visita della delegazione del Parlamento europeo a El Ayoun compiuta all'inizio dell'anno scorso.

Raccomandiamo allo Stato marocchino:
>Di annullare immediatamente e senza condizioni ogni tipo di decisione di trasferimento abusivo preso nei confronti degli insegnanti, dei funzionari e degli impiegati esercitanti nelle varie città del Sahara Occidentale e del Sud del Marocco.
>Di reinserire nel lavoro tutti quegli attivisti oggetto di licenziamenti abusivi a causa delle loro attività associative.
>Di restituire i passaporti confiscati in occasione dell'interdizione del viaggio di una delegazione di attivisti e di rappresentanti delle famiglie degli scomparsi sahraui a Ginevra per partecipare ai lavori della 58a sessione della Commissione dei diritti umani.
>Di liberare immediatamente e incondizionatamente tutti i detenuti politici sahraui.
>Di chiarire la sorte dei desaparecidos sahraui, scomparsi tra il novembre 1975 e il gennaio 2000; e ciò attraverso la liberazione di quelli tra loro ancora vivi e la restituzione delle spoglie mortali tra quelli deceduti.
>Di perseguire e giudicare gli autori delle azioni di gravi violazioni dei diritti umani, qualunque sia il livello delle loro responsabilità, con lo scopo di mettere fine alla loro immunità.

Facciamo perciò appello all'opinione internazionale e a tutte le organizzazioni concernenti la difesa dei diritti umani, affinché si mobilitino con questi scopi:

Che le Nazioni Unite assumano le loro responsabilità: nel garantire la protezione dei diritti umani nel Sahara Occidentale, regione in cui la sua missione MINURSO si trova già dal 6 settembre 1991.

Che la rappresentante del Segretario Generale, delegata alla protezione della difesa dei diritti umani nel Sahara Occidentale, assuma le sue responsabilità per assicurare la protezione dei difensori dei diritti umani nel Sahara Occidentale contro le intimidazioni, gli arresti, i processi formali e la deportazione camuffata a cui sono sottoposti oggigiorno.

Che le Nazioni Unite inviino una commissione internazionale di inchiesta sulle gravi violazioni dei diritti umani compiute dallo Stato marocchino sulla popolazione sahraui.

Firmato: I difensori dei diritti umani Sahraui.

El Ayoun 29 settembre 2003.