HomeAnche nei fenomeni meteorologici sulla Terra, testimoniamo la presenza della carica planetaria. Non è più possibile immaginare la Terra come un corpo isolato, elettricamente neutrale quando osserviamo giganteschi gruppi di fulmini al di sopra di nubi temporalesche che si scaricano nello spazio. Fin dagli inizi degli anni 90, alcuni ricercatori hanno documentato l'esistenza di fulmini chiamati “sprite” e “blue jet” che guizzano verso l'alto durante i temporali estendendosi fino a 15 chilometri in direzione dello spazio. Alcuni giganteschi “getti” vengono sparati anche a 80 chilometri di distanza. Questi ricercatori hanno scoperto che ogni volta che si verifica uno “sprite” al di sopra delle nuvole, ne risulta un fascio di fulmini positivi al di sotto delle stesse nubi. Sono le due parti di un singolo fenomeno di scarica elettrica che si allunga dallo spazio fino alla superficie della Terra. [Foto 1 – Si veda Fulmini giganti nello spazio ]
È stato detto che i matematici, quando considerano questioni che riguardano la fisica, “non hanno principi”. Non si considerano legati ai principi della fisica. Ed esiste un'ovvia soddisfazione quando alcuni fenomeni “inspiegabili” paiono offrire la possibile scoperta di una “nuova” legge fisica o principio. Questo può essere molto più attraente che una risposta diretta da parte di una disciplina nella quale il matematico non è preparato. Nessuna delle prove che abbiamo fin qui fatto notare, per esempio, sono una violazione di alcuna legge fisica o principio. I modelli che sono stati evidenziati trovano un'immediata spiegazione nei fenomeni elettrici. Tuttavia la scienza spaziale continua ad ignorare la forza elettrica e a preferire soluzioni del tutto speculative, arrampicandosi su presupposti che non sono più sostenibili.
All'inizio gli astronomi erano convinti che lo spazio fosse un vuoto perfetto e che le correnti elettriche fossero quindi inconcepibili. Successivamente gli astronomi scoprirono che lo spazio è pervaso da particelle cariche ossia plasma. Nonostante questa scoperta, gli astronomi erroneamente conclusero che una separazione di carica non avrebbe potuto essere mantenuta nello spazio; ogni carica sarebbe stata velocemente neutralizzata dal movimento di carica [la corrente elettrica]. Ma come sa ogni elettrotecnico, quella conclusione dipende dall'abilità di trasportare corrente da parte del plasma. Per quanto riguarda il plasma che è sparso nello spazio, l'abilità di trasportare corrente elettrica è senza dubbio presente ma in forma limitata. Il risultato è che le correnti di scala cosmica generate dal movimento relativo di regioni dissimilari di plasma possono essere sostenute solo su archi di tempo lunghi. La firma di tali correnti elettriche sono i loro campi magnetici. Ma quando i campi magnetici vennero rilevati nello spazio, gli astronomi li considerarono come fossero “congelati” nel plasma – come se il plasma fosse un superconduttore – allo scopo di mantenere la nozione della neutralità elettrica. Ma il plasma che è presente nello spazio non è un superconduttore: energia elettrica esterna deve essere quindi fornita per mantenere attivi i campi magnetici che sono stati osservati nello spazio.
Dal più largo circuito della Via Lattea, le correnti fluiscono nel dominio del Sole. A distanze planetarie dal Sole, il campo è debole e insignificante. Ma come la corrente “comincia a mordere” nel suo avvicinarsi al Sole, e più la potenza elettrica diventa sufficiente ad illuminare il Sole. Una cometa trascorre la maggior parte del suo tempo nella parte più debole del campo, lontana dal Sole, ed è possibile che bilanci il proprio voltaggio con quel campo. Ma come la cometa tende ad accellerare più si avvicina al Sole, e più tende a crescere in maniera profonda il suo sbilanciamento con l'ambiente circostante e comincia quindi a scaricarsi. Gli astronomi sono stati incapaci di annotare tali osservazioni fondamentali per una ragione che nessuno vuole ammettere: sono impreparati in maniera imbarazzante in tutto ciò che riguarda la elettrodinamica. Questo spiega perchè gli elettrotecnici hanno un enorme vantaggio nella comprensione delle attività elettriche nello spazio. Un saldatore potrebbe capire più facilmente le valli e i crateri su superfici solide di un qualunque scienziato planetario. Ma piuttosto che espandere la loro conoscenza fino ad includere l'elettricità, gli astronomi e i cosmologi hanno invece contratto le scienze spaziali ad un campo limitato di teorie “eleganti” [ossia pretenziose o irrilevanti].
Ogni giorno sentiamo parlare dei grandi passi avanti e delle scoperte nella ricerca per identificare cose invisibili – e ipoteticamente onnipresenti – come la materia scura, l'energia scura, le stelle neutroniche e i buchi neri. Queste congetture sono inevitabili dato che i cosmologi continuano ad essere inconsapevoli dell'abilità del plasma di organizzare delle strutture nello spazio [Foto 2 – Si veda Galassie di Plasma ] e la STRANEZZA di queste congetture continua a crescere, fino al punto che la fotografia attuale del cosmo assomiglia all'episodio più “spaziale” di Star Trek.
E' tragico che l'establishment scientifico – che lavora mano nella mano con i media più popolari – sia riuscito a convincere un grande numero di persone che le domande cosmologiche più importanti siano di solo dominio dei matematici. Il fatto che comunemente si guardi alla matematica per la formulazione di una “teoria su tutto” rivela il grossolano errore che è dietro a questo tipo di pensiero. Come ha scritto il proponente dell'Universo Elettrico, Thornhill, “La sola idea che alcuni scienziati possano essere vicini ad una “teoria su tutto” è una fantasia che va di pari passo con la teoria della Terra piatta. Non è possibile formulare una teoria su tutto fino a quando non sapremo tutto ciò che riguarda l'universo. E date le sorprese che giungono dallo spazio a getto quasi continuo, è evidente che ne sappiamo ancora molto poco.”
Continua Thornhill, “A coloro che aspirano a formulare una teoria su tutto viene detto che devono studiare la “incredibilmente complessa e astratta matematica”, la cui conoscenza è richiesta per un tale compito. Ma chi è che lo dice? I matematici, naturalmente. È una visione ristretta in maniera cronica, come se si guardasse attraverso l'estremità sbagliata del telescopio e si immaginasse di vedere le stelle. Questa visione ha condotto ad un vero e proprio elitismo nel campo della fisica e questo sulla base dell'abilità matematica dei suoi adepti. I più bizzarri sono stati coloro che sostengono di vedere Dio a loro immagine e somiglianza – quella di un matematico.”
Non è poi una azione tanto audace per la persona comune mettere in dubbio la sostenibilità di teorie scientifiche popolari. Infatti è spesso il non specialista, colui che è meno ostacolato da precedenti credenze e da conflitti di interesse, che può più facilmente discernere quello che è davanti ai suoi occhi. Questo è particolarmente vero quando si parla delle sfide poste dall'ipotesi dell'Universo Elettrico. I teorici del modello elettrico, del tutto in contrasto con i matematici, si occupano più rigorosamente di quello che può essere predetto, osservato e ripetuto. Grazie all'Era Spaziale, le prove sono là a disposizione per tutti quelli che vogliono vederle.
In maniera crescente, il pubblico sta esprimendo numerosi dubbi sulle direzioni prese dalla teoria popolare. Quello che ottengono in risposta sono assicurazioni che i “pezzi del puzzle” stanno cadendo al loro posto. Ma coloro che seguono le scoperte con un occhio “scettico” vedono le cose in maniera molto diversa. La credibilità della scienza non può essere sostenuta con le auto-congratulazioni.
Ed è solo nel miglior interesse delle istituzioni scientifiche di aprire la porta a discussioni che sono state escluse per lungo tempo. Difatti, il futuro della scienza dipende proprio da questo.
Traduzione di questo complesso ma anche alquanto “elettri....zzante” articolo a cura di Melektro per www.radioforpeace.info – Per commenti: info@radiokcentrale.it