Back

La guerra civile divampa in Iraq mentre un'esplosione ad una moschea sciita uccide 59 persone

Di Patrick Cockburn in Iraq - 23 Luglio 2006

[19 Luglio] "The Independent" -- Una guerra civile tra musulmani sciiti e sunniti si sta diffondendo rapidamente in tutto l'Iraq centrale, mentre ogni comunità cerca vendetta per l'ultimo massacro.

Ieri un attentatore suicida che guidava un furgone imbottito di esplosivi si è fatto saltare in aria fuori dalla moschea dalla cupola d'oro a Kufa, uccidendo almeno 59 sciiti e ferendone oltre 130.

Negli ultimi dieci giorni, mentre il mondo è stato assorto dalla guerra in Libano, i massacri settari hanno iniziato ad avere luogo su base quasi quotidiana, portando gli osservatori a temere un livello di uccisioni che si approssima a quello del Rwanda appena prima il genocidio del 1994. In un singolo punto sulla sponda occidentale del Tigri, a nord di Baghdad, ogni giorno sono stati trovati tra i 10 e i 12 corpi trasportati dalla corrente.

A Kufa, una una città sull'Eufrate 90 miglia a sud di Baghdad, l'attentatore suicida ha guidato il suo veicolo in una piazza polverosa 100 yard dalle moschea sciita, alle 7.30 del mattino. Sapeva che lavoratori a cottimo indigenti si riunivano lì cercando lavoro. In base a quanto riportato, ha detto "Ho bisogno di lavoratori" e sono saliti sul suo furgone, che è esploso pochi momenti dopo, uccidendo loro e i lavoratori vicini. "Quattro dei miei cugini sono stati uccisi", ha detto Nasir Feisal, che è sopravvissuto all'esplosione. "Erano in piedi vicino al furgone. I loro corpi sono stati scaraventati via dall'esplosione".

La grave escalation nelle uccisioni settarie è iniziata nove giorni fa quando milizie sciite con cappucci neri hanno circondato il distretto a predominanza sunnita di al-Jihad ad ovest di Baghdad e massacrato ogni sunnita che sono riusciti ad identificare, uccidendone oltre 40 dopo aver dato un'occhiata alle loro carte di identità. Da allora è stato un massacro occhio per occhio quasi quotidiano.

Lunedì, degli uomini armati – quasi certamente sunniti – hanno attaccato per primi i partecipanti ad un funerale vicino a Mahmoudiya, una città dove si tiene il mercato 20 miglia a sud di Baghdad. Poi hanno sparato ad altre 50 persone nel mercato locale.

Il fallimento del neonato governo di Nouri al-Maliki nel fermare le stragi lo ha rapidamente screditato. Le milizie sciite e sunnite – nel secondo caso gli insorti che combattono gli Statunitensi – stanno diventando più forti in quanto la gente si rivolge a loro per essere protetta. Dopo l'esplosione a Kufa, folle infuriate hanno lanciato pietre alla polizia chiedendo che i miliziani dell'esercito del Mehdi, seguaci dell'imam nazionalista Muqtada al-Sadr, prendessero nelle proprie mani la sicurezza della città. Altri scandivano slogan alla polizia – che ha iniziato a sparare in aria per disperderli – "siete traditori!" e li accusavano di essere "agenti degli Stati Uniti".

Le milizie hanno preso controllo di molta parte di Baghdad e stanno uccidendo e facendo espatriare la comunità di minoranza. E' diventato molto facile essere ucciso ovunque nell'Iraq centrale – dove vive un terzo della popolazione di 27 milioni di persone – appartenendo alla confessione sbagliata. Molte persone portano due carte di identità, una delle quali falsificata ad un costo di circa 60 $, in modo che possano affermare di essere sunniti ai checkpoint sunniti e sciiti ai checkpoint sciiti.

Anche questo potrebbe non essere abbastanza per assicurare la sopravvivenza. Consapevoli di quante carte d'identità siano usate, i checkpoint dell'esercito del Mehdi nel distretto a maggioranza sciita di Shu'ala hanno iniziato a fare ai conducenti domande sulla teologia sciita a cui i sunniti non sono in grado di rispondere. Un uomo, uno sciita, ha superato il test ma è stato egualmente giustiziato – perché stavo guidando un'auto con il numero di targa dalla provincia di Anbar, interamente sunnita.

Mentre la Casa Bianca e Downing Street si rifiutano ancora di usare l'espressione "guerra civile", gli Iracheni nel centro del paese non hanno dubbi su cosa stia accadendo. L'obitorio di Baghdad ha ricevuto 1.595 corpi a giugno, e le cose sono peggiorate da allora. Molte persone stanno abbandonando il paese. Un giorno, all'inizio di questo mese, alla stazione bus di al-Salhai nella Baghdad centrale, c'erano 23 bus, ognuno dei quali con 49 persone all'interno, e 30 veicoli a quattro ruote che partivano per la Siria con dei rifugiati. L'accesso alla Giordania è diventato più difficile, mentre molti Iracheni sono tornati indietro al confine.

Tutti i bus sulle strade per questi paesi hanno conducenti sunniti, ora, dopo che cinque conducenti sciiti sono stati uccisi come "spie" mentre guidavano nell'entroterra sunnita dell'Iraq occidentale sulla strada per la Giordania e la Siria.

Nota del traduttore:

L'articolo di Patrick Cockburn è interessante perché, con alcuni recenti fatti di cronaca, esprime bene la violenza dilagante nell'Iraq occupato. Ma manca totalmente di contestualizzazione. A leggere Cockburn sembrerebbe che quella sciita e quella sunnita siano due comunità desiderose di scannarsi a vicenda. In realtà la "guerra civile" è un preciso progetto che si presta agli interessi economici e strategici degli invasori. Le milizie settarie hanno sempre operato sotto la loro piena supervisione e protezione. Per non parlare di notizie come quella di due membri delle forze speciali britanniche scoperti dalla polizia di Bassora con l'auto piena di esplosivo vicino ad un mercato. Rimando alla pagina di ComeDonChisciotte dedicata a questo argomento.

Traduzione a cura di Carlo Martini per www.radioforpeace.info

Photo: Local residents stand in the rubble of a home hit by a U.S. airstrike during a raid, Friday, July 21, 2006, in Baqouba, 55 kilometers (35 miles) northeast of Baghdad, Iraq. U.S. soldiers killed at least one person during the raid Friday when they fired on a group of Iraqis moving on rooftops, a U.S. statement said. Iraqi police said at least six people were killed. (AP Photo/Adam Hadei)