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Gary Webb -- Un reporter non allineato
Di Jeff Cohen
21 Dicembre 2004

Gary Webb, un coraggioso giornalista d'inchiesta, bersaglio di uno dei più feroci attacchi mediatici della storia moderna, é stato trovato morto venerdì 10 Dicembre, apparentemente suicida.

Nell'agosto del 1996, Webb scrisse uno dei primi articoli di giornalismo che raggiunse un pubblico massiccio grazie ad Internet: una serie esplosiva di 20,000 parole, divisa in tre parti che documentava i legami tra i trafficanti di cocaina, l'epidemia di crack degli anni '80 e l'esercito di destra della Contra Nicaraguense di quel periodo messo in piedi dalla CIA.

La serie di articoli scatenò un grande interesse nelle comunità della giustizia sociale e in quella Afro-Americana, provocando proteste di strada, una discussione costante nelle talk radio nere e interrogazioni parlamentari di membri del Black Caucus a favore di una commissione di inchiesta federale. Ma alcune settimane più tardi, Webb venne fatto oggetto di un furioso attacco da parte dei media nazionali, certo non abituati a vedere il loro ruolo di guardia porte sminuito da parte di un emergente mezzo di comunicazione noto come il WorldWideWeb.

L'esplosiva serie di Webb pubblicata sul San Jose Mercury News documentava come tra i fondatori della Contra ci fossero stati trafficanti di droga che ebbero un ruolo fondamentale nella epidemia di crack che aveva colpito Los Angeles e altre città Americane. Gli articoli di Webb si concentravano pesantemente sulla figura di Oscar Danilo Blandon, un importatore di cocaina ed un informatore federale, che una volta testimoniò presso una Corte federale "qualunque cosa noi stessimo facendo a L.A., il guadagno andava alla rivoluzione dei Contras".

Blandon inoltre testimoniò come il Colonnello Enrique Bermudez, un collaboratore della CIA che guidava l'esercito dei Contras contro il governo Sandinista di sinistra del Nicaragua, sapeva che i soldi provenivano dal traffico di droga (Bermudez era stato un colonnello durante la dittatura di Somoza).

Webb scrisse che gli inquirenti Statunitensi si lamentarono del fatto che la CIA avesse sottratto le prove sugli affari legati alla droga di Blandon e del suo partner Norwin Meneses in nome della "sicurezza nazionale".

Le droghe di Blandon fluivano a Los Angeles e in altre parti del paese grazie al leggendario "Freeway" Ricky Donnell Ross, un rifornitore di crack per le bande dei Crips e dei Bloods.

Mentre la serie di Webb poteva essere a difetto per qualche esagerazione nel presentare la sua nuova potente argomentazione (una vignetta controversa apparsa sul web site del Mercury News in cui appariva in sovraimpressione una persona che fumava crack sul sigillo della CIA), la fresca documentazione muoveva avanti con estrema forza la storia del trittico CIA-Contra-cocaina che i media nazionali avevano cercato di nascondere per anni. Ogni esagerazione nella presentazione del Mercury News fu distorta da un attacco pesantissimo nei confronti di Webb e di cui furono responsabili il New York Times, il Washington Post e il Los Angeles Times.

The Post e altri criticarono Webb per i riferimenti ai Contras della cosiddetta Forza Democratica Nicaraguense come ad un vero e proprio "esercito della CIA", un'obiezione assurda dal momento che secondo tutti i rapporti, inclusi quelli dei leader della Contra, la CIA impiantò il gruppo, ne selezionava i leader, pagava i loro salari e dirigeva giorno per giorno le strategie da applicare sul campo di battaglia.

The Post spese molto inchiostro per esporre ciò che Webb già riconosceva -- che mentre poteva documentare i legami tra la Contra e l'importazione di cocaina, non era stato in grado di identificare degli specifici funzionari della CIA che erano al corrente del flusso di droghe.

La ferocia dell'attacco scagliato contro Webb portò l'ombudsman del Post a notare che i tre quotidiani nazionali "mostravano più passione a tirare su con il naso le incongruenze" negli articoli di Webb piuttosto che dar credito al problema importante sollevato da Webb: le relazioni del governo Statunitense con il traffico di droga.

Il pacchetto contro Webb del L.A. Times era curioso per come trattava Freeway Ricky Ross, il trafficante che Webb aveva autorevolmente collegato al fondatore della Contra, Blandon. Due anni prima delle rivelazioni di Webb, il Times aveva scritto: " Se c'era una mente criminale dietro il regno di dieci anni del crack, se esisteva un capitalista fuorilegge responsabile in maniera pesantissima della inondazione delle strade di Los Angeles con cocaina venduta a livello di mercato di massa, il suo nome era Freeway Rick."

In un ritratto di Ross intitolato "Detronizzato il Re del Crack," il Times continuava a scrivere di lui come del "più importante e più ricco signore del crack dell’America Latina e di quella Centrale" e di come il suo impero "coast to coast" vendesse pezzi di cocaina per più di 550,000 dollari al giorno, un impetuoso movimento d’affari che mise la droga a disposizione di chiunque con pochi dollari in tasca".

Ma due mesi dopo la pubblicazione degli articoli di Webb che mettevano in relazione Ricky Ross alla Contra e alla cocaina, il Los Angeles Times raccontava una storia completamente differente, che ora cercava di minimizzare il ruolo di Ross nella epidemia del crack: Ross era solo uno dei tanti "caratteri intercambiabili" -- "reso insignificante” da altri trafficanti. Il reporter che nel 1994 aveva scritto il ritratto di Ross era lo stesso che fu chiamato a scrivere la prima pagina di critica a Webb nel 1996; il critico dei media Norman Solomon notò come la cosa "si legge come una ritrattazione di un processo beffa".

La reazione esagerata contro gli articoli di Webb può essere solo compresa nel contesto di anni di pregiudizi e di animosità rispetto alla storia della Contra-cocaina da parte di molti media nazionali.

Bob Parry e Brian Barger inizialmente riportarono del traffico di cocaina della Contra per AP nel 1985, in un periodo in cui il Presidente Reagan stava esaltando il ruolo dei Contras come "l’equivalente morale dei nostri Padri Fondatori."

La storia ebbe poco seguito.

Nel 1987 il Comitato sui Narcotici del Congresso presieduto da Charles Rangel provò le accuse rispetto alla Contra e al traffico di droga e riscontrò la necessità di una ulteriore inchiesta. Dopo che il Washington Post ebbe distorto i fatti con un titolo "La commissione Hill non trova le Prove che collegano la Contra al Traffico di Droga", il giornale si rifiutò di pubblicare la lettera di rettifica di Rangel.

Lo stesso anno, il corrispondente di Time Magazine, Laurence Zuckerman e un collega trovarono dei seri indizi sui legami della Contra al traffico di cocaina, ma la loro storia venne bloccata dagli editori esecutivi.

Un caporedattore ammise in privato a Zuckerman: "Il tempo é istituzionalmente dietro ai Contras. Se questa storia trattasse di droghe e Sandinisti, non avreste alcun problema a piazzarla sul giornale" (Sia il New York Times che il Washington Post appoggiarono l'aiuto all'esercito Contra, nonostante la massiccia documentazione degli osservatori dei diritti umani che provava che i Contra sottoponevano la popolazione civile a violenza e terrore).

Nel 1989, mentre il Senatore John Kerry pubblicava un rapporto che condannava la complicità del governo Statunitense con i trafficanti di droga della Contra, il Washington Post pubblicò un piccolo articolo carico di critiche Repubblicane a Kerry, mentre Newsweek definì Kerry un "randy conspiracy buff". Negli articoli dei media mainstream di questo weekend sulla morte di Gary Webb, non c'é da stupirsi che un punto centrale sia stato completamente saltato - ovverossia che l'inchiesta interna della CIA causata dagli articoli di Webb e il furore che ne era risultato avevano generato delle ammissioni sorprendenti.

L'ispettore generale della CIA Frederick Hitz riportava nell'ottobre 1998 come la CIA fosse in effetti a conoscenza degli indizi che collegavano molti esponenti dei Contras e dei suoi associati al traffico di cocaina, del fatto che i leader della Contra stessero organizzando dei contatti per il traffico di droga fin dagli inizi e che un informatore della CIA avesse riferito all'agenzia di queste attività.

Quando Webb inciampò sulla storia della Contra-cocaina, non poteva immaginare la furia con la quale i reporter dai piedi larghi dei quotidiani nazionali gli sarebbero arrivati addosso – uno sbarramento che alla fine lo fece uscire dal giornalismo mainstream.

Ma lui reagì con coraggio e dignità, scrivendo un libro (L'alleanza segreta: la CIA e i Contras, e l'esplosione della cocaina crack) con la sua parte della storia e insistendo che i fatti sono più importanti del potere stabilito o della ideologia.

Lui merita di essere ricordato nella orgogliosa tradizione di sollevafango come Ida Tarbell, George Seldes e I.F. Stone.

In questi tempi di giornalisti embedded, un giornalista non allineato come Gary Webb viene dolorosamente a mancare.

Jeff Cohen (www.jeffcohen.org) é il fondatore dell'osservatorio sui media FAIR (www.fair.org).

Tradotto da Enrico Fletzer – enricofletzer@hotmail.com