La missione di pace della delegazione Italiana di organizzazioni della società civile e le azioni di solidarietà del CISP11 Agosto 2006
1. In Libano in missione di pace
La delegazione di organizzazioni della societa' civile italiana ha completato la sua missione in Libano
8 Agosto 2006 - "Abbiamo avuto modo di comprendere quali sono i bisogni reali della gente in questo momento parlando direttamente con le vittime: profughi, feriti ricoverati negli ospedali" hanno dichiarato i rappresentanti delle Associazioni pacifiste e delle ONG presenti nella delegazione.
Gli undici membri della delegazione infatti hanno avuto modo di incontrare anche i rappresentanti dei varie organizzazioni della Società Civile libanese ricavandone l'impressione di una forte capacità operativa in rete.
La delegazione di organizzazioni della società civile italiana ha incontrato Kassem Aina, direttore dell’associazione Beit Atfal Assomud che è attiva nei campi profughi palestinesi in Libano. Ha visitato i campi profughi di Chatila e Burj el Barajneh dove hanno trovato ospitalità alcune famiglie libanesi sfollate in seguito ai bombardamenti. La solidarietà generalizzata alle famiglie scappate dai bombardamenti è una esperienza diffusa che la delegazione ha riscontrato nei suoi incontri: infatti del milione di sfollati circa 650.000 sono espatriati, 250.000 sono ospiti in strutture pubbliche quali scuole, teatri, e 200.000 ospiti di famiglie non sempre di parenti o amici.
La delegazione ha anche incontrato il segretario generale della Caritas del Libano, Joseph Farah, che ha sottolineato con forza l’impossibilità di far giungere gli aiuti d’emergenza al sud del Libano per i continui bombardamenti che rendono impossibile l’apertura di corridoi umanitari.
Successivamente la delegazione è stata ricevuta dal capo della Delegazione Europea in Libano, Patrick Renauld per un confronto di valutazione sulla situazione. Al capo della delegazione europea la delegazione ha chiesto di intensificare gli sforzi per arrivare al cessate il fuoco, di imporre l’apertura di corridoi umanitari, di attivarsi per imporre l’embargo di armi alle parti in causa del conflitto, di vigilare sui fondi stanziati per la ricostruzione, accogliendo le preoccupazioni della società civile libanese che paventa gestioni non trasparenti.
La delegazione che aveva in programma una visita al sud di Beirut ha dovuto rinunciare a causa di nuovi possibili bombardamenti.
Non sono mancati gli incontri con le istituzioni: oltre alla delegazione della Commissione Europea, l'Ambasciatore Italiano, il Presidente della Repubblica e il Primo Ministro Libanese.
Il cessate il fuoco denunciato è stata la richiesta che da gente comune, vittime e istituzioni, è emersa con maggiore forza.
"Dare aiuti mentre il conflitto armato è in corso"- ha detto una donna di un quartiere a Sud di Beirut ospitata in una scuola - "è cosa molto importante, ma rischia di essere come riporre qualcosa in un canestro senza fondo".
La delegazione ha insistito particolarmente per la costituzione e il rispetto di corridoi umanitari.
Al ritorno in Italia, i membri della delegazione chiederanno al Governo Italiano un segno efficace verso la pace interrompendo l'accordo di cooperazione militare con Israele e di farsi portatore in ambito internazionale di un embargo di armi. Consentire l'attracco delle navi, i collegamenti aerei a scopo medico sanitario, la libera circolazione dei mezzi di soccorso, sono azioni minime consentite dal diritto in situazioni di guerra ma non permesse in questo momento in Libano, dalle forze israeliane.
Facendosi eco delle richieste delle vittime, la delegazione rivolge un appello accorato perchè questi elementari diritti siamo garantiti in questo lembo di terra trafitta dalla guerra.
La delegazione è composta da Un Ponte per, Assopace, Libera, Pax Christi, Rete di Lilliput, ARCI, Servizio Civile Internazionale Cric e CISS e ARCS in rappresentanza del Gruppo Libano – Piattaforma Palestina (AOI)
Del coordinamento fanno parte 4 principali soggetti:
1. Samidoun (Incrollabile di Fronte alle avversità) raccoglie al suo interno circa 35 gruppi ed associazioni di sinistra, gruppi gay, centri culturali palestinesi e libanesi, associazioni per la difesa dei diritti umani, comunisti, anarchici e si richiama al movimento contro la guerra ed al processo dei foro sociali. Samidoun lavora grazie ad una fitta rete di volontari 31 scuole, assistendo 2500 famiglie, per un totale di circa 13.000 sfollati. Per la parte relativa alla comunicazione, l'ottimo sito www.samidoun.org è coordinato insieme ad IndyMedia Beirut.
2. Civil Campaign for Relief (CCR) è un gruppo formato da 7 soggetti - Si tratta essenzialmente di associazioni per i diritti civili che non hanno una tradizione di lavoro in campo umanitario e/o di assistenza. Attualmente, lavorano tramite l'attivazione di 140 volontari che assistono circa 767 famiglie, per un totale di circa 5075 sfollati. Oltre a Beirut, sono attivi a Metn, Aley, Byblos and Shouf.
3. Mouvement Social è un'anziana NGO Libanese, secolare e con esperienza in interventi di cooperazione ed emergenza.
4. Gathering for Life è un gruppo costituito da diverse associazioni che fanno parte anche degli altri coordinamenti.
Si caratterizza essenzialmente come gruppo di lavoro finalizzato a campagne di advocay, informazione ed attivismo. Il gruppo si occupa di monitoraggio dell'utilizzo dei fondi destinati agli aiuti. Documentazione sulle atrocità, osservazione dei media, azioni civili come il "convoglio umanitario verso il sud".
La dinamica di coordinamento è nata subito dopo l'inizio dell'attacco israeliano. Si registra la più stretta volontà di essere percepiti come un punto di riferimento unico dal punto di vista dello sforzo umanitario ma, al tempo stesso, la più ferma volontà di mantenere la diversità di posizioni politiche e di prospettiva.
2. Il CISP avvia le azioni di solidarietà in Libano
Il CISP è presente in Libano da più di dieci anni con programmi umanitari e di riabilitazione realizzati in stretta collaborazione con partners locali.
Subito dopo l'inizio della guerra il CISP si è attivato per l'identificazione di interventi umanitari immediati, in coordinamento con i Municipi e realtà locali della società civile.
In questi giorni l'ufficio di Roma è in contatto quotidiano con quello di Beirut, al fine di pianificare attività che possano contribuire a fare fronte alle emergenze più acute.
Attualmente il CISP sta iniziando la distribuzione di kit igienici e materiali di prima necessità a 1000 famiglie e per un totale di circa 6000 beneficiari a Saida, località a 35 Km a Sud di Beirut. Questa città è diventata infatti la prima tappa per i flussi di popolazione sfollata dalle zone più a Sud, soprattutto dopo le ultime operazioni militari.
Il passo successivo sarà cercare di estendere questa attività sia ad altre famiglie di Saida che ad altre aree geografiche secondo i bisogni identificati, cercando di garantire interventi tempestivi in zone al momento completamente isolate, non appena sia possibile raggiungerle.
Per sostenere le attività del CISP in Libano:
Conto corrente bancario intestato al CISP n. 000000115189, presso la Banca Popolare Etica, Filiale di Roma (ABI 05018, CAB 03200)
Oppure
Conto corrente bancario intestato al CISP n. 000020423490, presso la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Filiale di Roma (ABI 06230, CAB 03200) - Conto corrente postale intestato al CISP n. 50564004 Causale "Emergenza Libano".
Per ulteriori informazioni contattare CISP - Roma (Tel 06 3215498)