23 Luglio 2006
1. Massimo Consoli Newsletter: la Vita di Mackay in Italiano
Finalmente e’ uscito! E’ stato un parto lungo... ma ce l’abbiamo fatta!
Di che sto parlando? Di un nuovo libro, “Anarchico d’Amore”, di Hubert Kennedy, pubblicato dalla casa editrice La Fiaccola di Ragusa.
Di che si tratta? Di una biografia: la vita segreta di John Henry Mackay, uno dei più famosi anarchici a cavallo tra l’Ottocento ed il Novecento. Ma l’aspetto più interessante della sua vita e’ che (pochi lo sapevano all’epoca e pochissimi lo sapevano fino ad oggi), con un altro nome altrettanto famoso in altri ambienti, Mackay era anche autore gay. Ed un autore piuttosto prolifico e con una gran voglia di organizzare un movimento vero e proprio a favore di quello che lui aveva ribattezzato “l’amore senza nome”.
Il libro e’ importante per capire la situazione della comunita’ varia in Germania che, nel periodo del quale si parla, era la piu’ vivace al mondo. Basti pensare che, nell’arco di dieci anni, tra il 1898 ed il 1908, uscirono un migliaio di pubblicazioni in tedesco sull’argomento!
E’ importante anche perche’ rivela che il movimento anarchico e’ sempre stato il piu’ disponibile verso i diritti gay. Mentre i marxisti delle varie denominazioni, fino agli anni Settanta del secolo scorso, si riempivano la bocca di “problemi sovrastrutturali”, garantendo che “il problema dell’omosessualita’ verra’ automaticamente risolto quando trionfera’ la Rivoluzione (“Come?”... “Con la scomparsa dell’omosessualita’”...!), gli anarchici ne dibattevano sulla loro stampa riconoscendo che gay e lesbiche erano cittadini di serie “A”, e impegnandosi per l’abrogazione del famigerato e infausto paragrafo 175 del Codice Penale tedesco.
L’autore, Hubert Kennedy, ha recentemente pubblicato anche la biografia su “Ulrichs, pioniere del moderno movimento gay” (Massari Editore, Bolsena, 2005).
Io ho curato la traduzione e la prefazione.
Per richiedere il libro (che costa 7.00 euro), potete rivolgervi direttamente all’indirizzo seguente:
Elisabetta Medda
Via T. Fazello 133 - 96017 Noto (SR)
c/c postale 10874964
****
2. Violento intervento della polizia peruviana nelle discoteche gay di Lima [Perù]
All’alba dello scorso 14 luglio agenti della polizia municipale di Lima muniti di manganelli, scudi e caschi hanno brutalmente fatto irruzione in tre discoteche gay di lima colpendo i proprietari, il personale in servizio e i clienti. L’intervento è iniziato come un semplice accertamento fiscale da parte della polizia municipale metropolitana, ma è finita con una ingiustificabile aggressione.
Tra i locali colpiti c’è la discoteca “Laberinto”, dove apparentemente gli agenti della Defensa Civil e del SAT (servizio riscossione tributi municipali) si sono presentati per verificare le condizioni della discoteca, dopodiché, in maniera violenta sono intervenuti i poliziotti municipali provvisti di scudi, caschi e manganelli, aggredendo tutte le persone che protestavano. Gli agenti hanno girato alcuni filmati sui presenti e hanno imposto alle persone di abbandonare il locale. Il manipolo era guidato dal funzionario Luís Alemant Cáceres, personaggio che si è già caratterizzato per la sua maniera di agire violenta, senza contare che la legge non permette al personale di polizia di entrare in un locale privato senza un mandato di perquisizione e la presenza di Pubblico Ministero.
In precedenza gli agenti municipali si erano introdotti nella discoteca “Atenas”, amch’essa al centro di Lima, pestando il suo amministratore e il personale. In quest’occasioni sono state danneggiate alcune attrezzature del locale e creando il panico tra la clientela. Altri soprusi si erano verificati nel bar “Las Jarritaas”, frequentato anch’esso da gay e travestiti. Ormai sta diventando ricorrente la violenza con cui i poliziotti intervengono quando si trovano di fronte a persone travestite e transessuali. Alcuni di questi si sono
recati dal medico legale per farsi repertare e sporgere denuncia contro le violenze subite da parte dei poliziotti metropolitani.
****
3. LGBT group Helem in Lebanon
After the influx of refugees from the southern suburbs of Beirut and the south of Lebanon, the Helem center has begun providing shelter, food, and supplies for the refugees, together with other NGOs.
More information can be found at www.helem.net